Judean families grieve beneath willows with unused harps while Babylonian officials request a song

Salmi 137

Riveduta Bibbia 1927
Panoramica del capitolo
Il Salmo 137 preserva il dolore degli esiliati, pressione culturale, memoria feroce, e ira irrisolta presso i fiumi babilonesi. Arpe silenziate incarnano il rifiuto di trasformare il canto sacro in intrattenimento mentre Gerusalemme resta persa e non dimenticata.
EsilioSionDoloreMemoria
1Là presso i fiumi di Babilonia, sedevamo ed anche piangevamo ricordandoci di Sion.
2Ai salici delle sponde avevamo appese le nostre cetre.
3Poiché là quelli che ci avevan menati in cattività ci chiedevano dei canti, quelli che ci predavano, delle canzoni d’allegrezza, dicendo: Cantateci delle canzoni di Sion!
4Come potremmo noi cantare le canzoni dell’Eterno in terra straniera?
5Se io ti dimentico, o Gerusalemme, dimentichi la mia destra le sue funzioni,
6resti la mia lingua attaccata al palato se io non mi ricordo di te, se non metto Gerusalemme al disopra d’ogni mia allegrezza.
7Ricordati, o Eterno, dei figliuoli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme dicevano: Spianatela, spianatela, fin dalle fondamenta!
8O figliuola di Babilonia, che devi esser distrutta, beati chi ti darà la retribuzione del male che ci hai fatto!
9Beato chi piglierà i tuoi piccoli bambini e li sbatterà contro la roccia!

Riveduta Bibbia 1927 — Public Domain. Where these translations come from.